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THE WILD SIDE: POKHARA E IL NEPAL CHE TI ASPETTI, FORSE ANCHE MEGLIO.

Dopo tre giorni passati ad esplorare le meraviglie storiche e artistiche della Valle di Kathmandu (leggi qui), arriva il momento di lasciarci alle spalle polvere, traffico e smog per avvicinarci al massiccio dell’Annapurna, che con le sue 6 cime tra i 7.200 e gli 8.100 mt si aggiudica il decimo posto tra le cime più alte del mondo. Il sogno di Johnny era, ca va sans dire, sua immensità l’Everest, ma i pochi giorni a disposizione e il freddo intenso a cui devo dire non eravamo ben preparati ci hanno fatto optare per qualche giorno nella deliziosa cittadina di Pokhara, da cui poter fare un’escursione di due giorni con annesso lancio in parapendio.

Pokhara si trova proprio al centro delle montagne, con vista a Nord sull’Annapurna e a Sud sul lago Phewa. Da qui partono trekking ed escursioni per tutti i gusti, livelli fisici e tasche, mentre il centro città è tranquillo e rilassato, pieno di ristoranti, locali, negozietti, agenzie e centri relax, perfetto per passare piacevolmente i giorni prima e dopo un’escursione.

IL TREKKING SULL’ANNAPURNA DA POKHARA

Alloggiamo al’Hotel Grand Holiday, super confortevole e con una meravigliosa vista sulle cime all’alba, mentre per il nostro giro scegliamo di affidarci a Happy Treks -cosa di cui sarò poi molto felice- agenzia locale di cui avevamo sentito parlare molto bene. Il proprietario, Mr. Happy, ci organizza l’escursione affiancandoci a una simpatica guida, Dinesh, che ci accompagnerà per 18 km attraverso paesini in pietra abitati da bufale e caprette e una rigogliosa giungla, il cui silenzio è rotto solo dal vociare degli abitanti dei villaggi che tagliano legna e foraggio, trasportandoli poi dentro grandi ceste appese alla testa. Incrociamo bambini appena usciti da scuola che ci corrono incontro per chiederci cioccolata o frutta, contadini che arano il terreno con la sola compagnia di un bue, donne chine lavorare la terra davanti alla porta di casa, circondati dal verde e sotto lo sguardo vigile di alcune delle cime più alte del mondo. L’ultimo tratto di strada ci porta a camminare esattamente sul crinale di queste maestose colline, con un paesaggio sotto di noi che ci fa sentire senza fiato, e non solo per l’arrampicata.

Arriviamo all’Australian Base Camp in tempo per goderci una delle migliori birre di sempre mentre il sole scende tingendo di rosa le cime dell’Annapurna dietro di noi. E penso che non cambierei la gioia di questo momento nemmeno con una fornitura di Louboutin tag 39 (chi conosce me e la mia scarpiera capirà) 😊. Penso che siamo in viaggio da poco e se anche iniziamo sentire la nostalgia di qualcuno da casa, questa scelta, questa avventura, ci sta già regalando tante emozioni quanto non osavamo che sperare nei mesi in cui pianificavamo il tutto, viaggiando con la fantasia che, con nostra grande gioia, in questo caso non supera in bellezza la realtà.  L’unico neo in tanta perfezione, la notte è passata a 0° in una stanza con muri in cartongesso senza acqua calda. Ma si sa, in questo mondo niente é perfetto, e va bene così.

La mattina dopo, nonostante un po’ di vento e qualche nuvola, decolliamo per il nostro secondo volo in parapendio. Sono meno in fibrillazione della prima volta, e forse riesco a godermi di più il paesaggio e la sensazione di volare. 

Hotel e poi si riparte per Kathmandu più ricchi di tante emozioni ma… con lo zaino un filo più leggero… mi rendo conto che durante il trekking devo aver perso la mia pochette con i documenti italiani. E qui arriva la conferma che miracoli esistono…un ragazzo nepalese mi contatta su Facebook dicendo di aver trovato e lasciato pochette e contenuto alla polizia di Pokhara. Non sapendo a chi rivolgermi provo a chiedere aiuto a Mr.Happy, che non solo mi recupera il disperso, ma riesce anche in modo più che miracoloso a mandarlo in volo direttamente all’aeroporto di Kathmandu 10 minuti prima dell’imbarco del nostro prossimo volo per la Thailandia. Il tutto senza volere nulla altro in cambio che è un sorriso. Noi, diffidenti, egoisti, individualisti occidentali…meditiamo! Partiamo quindi per la prossima destinazione carichi di positività, dopo questo assaggio di Nepal che ci fa pensare che prima poi noi e lui rivedremo.

NEPAL FAI DA TE: ALCUNE NOTE PRATICHE

Note pratiche: 

  • In Nepal non serve contattare come in India o Thailandia, i prezzi sono già piuttosto corretti, solo i taxisti si allargano un po’. Tenete conto che dall’aeroporto a Thamel sono circa 700 rupie nepalesi all’andata, 500 al ritorno (dalla città costa meno), mentre il viaggio di circa un’ora da Thamel a Bhaktapur 1000 rupie.
  • Si cena molto presto, massimo alle otto, anche se poi sia Thamel che Pokhara hanno una discreta vita serale. A Thamel consigliamo Forest and Plate, alla vista di una bistecca al sangue dopo due settimane di intingoli ero quasi commossa.
  • Per passeggiare presso qualsiasi attrazione a Kathmandu bisogna pagare un biglietto: Durbar Square varie come anche i templi esigono pagamento anche solo per avvicinarsi da fuori (tra 400 e 1500 rupie a seconda). In un paio di casi ci siamo limitati a guardare da lontano, sennò bisogna mettere in conto circa 40 euro di ‘pedaggi’.
  • Per andare a Pokhara si può scegliere il bus, economico ma lungo e non comodissimo oppure il volo di mezz’ora a circa 200 euro AR, anche se non bisogna contare troppo su partenze in orario. Nel caso del bus, attenzione a chiedere di viaggiare in quelli di fascia più alta (costo 1000 rupie a tratta), non è detto che tourist bus corrisponda sempre a quello che noi speriamo. 
  • La maggior parte degli hotel budget non ha riscaldamento e in inverno la notte fa davvero freddino, vestitevi di conseguenza e se prevedete trekking (fatelo!) sarà utile un sacco a pelo.
  • Portate caramelle, penne o cioccolatini per i bambini lungo il cammino. 
  • Se potete dedicate un paio di giorni a visitare i villaggi fuori dalle rotte più turistiche, altra cosa che con il senno di poi avremmo voluto fare (volendo potete chiedere sempre a Happy Treks).
  • Riempitevi gli occhi e il cuore del meraviglioso paesaggio e dei mille sorrisi nepalesi, certa che rimarranno con voi per un bel pezzo.

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