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GIPSY NEPAL TRA STORIA, NATURA E SORRISI: LA VALLE DI KATHMANDU

Lasciato il suolo indiano (leggi qui), atterriamo a Kathmandu in un luminoso pomeriggio di dicembre. Eccoci nella Terra che ci ha fatto decidere di iniziare il nostro Gipsy Tour da questa parte del globo. In questo caso era in particolare Joh a sognare il Nepal, dopo aver divorato tutti i documentari sul tema e aver sentito tanti racconti sulle montagne più alte del mondo, voleva testare in prima persona l’imponenza della catena himalayana. Attenzione, parliamo di una persona che non molla la sua Mini nemmeno per i 700 mt che separano la nostra casa milanese dai Navigli, ma che qui era disposta cimentarsi in cinque giorni di trekking per superare i 4000 mt.

Ma partiamo dal principio. 

Approdiamo nella guesthouse che abbiamo vinto in cambio da quella scelta da noi su booking, ora in ristrutturazione… Beh, abbiamo capito che pensare di dormire nella camera che abbiamo prenotato non è sempre un’opzione. Il Thamel Backpackers si rivela comunque un posto carino e pulito a 10 minuti dal centro della movida cittadina, il quartiere di Thamel, quindi perfetto, almeno fino a quando rientrati dal primo giro ci rendiamo conto che la mancanza di riscaldamento e la finestra rotta sono una combo ipotermia (sì, perché nonostante il clima piacevole di giorno, la notte la temperatura precipita ben sotto 10°). Dopo essere andata a pregare il receptionist battendo i denti, riesco a ottenere una stufetta elettrica, accolta con la stessa gioia di un upgrade in business Emirates, dato che sono risaputamente una creatura da climi tropicali che teme il freddo più di una condanna.

IL CENTRO STORICO DI KATHMANDU, UN CONSENSATO DI MERAVIGLIE

La mattina dopo il sole splende contro un cielo blu e terso, ci avviamo quindi a piedi alla scoperta della zona centrale di Kathmandu: Thamel e i suoi mille negozietti e la sua famosa Durbar Square, patrimonio UNESCO dal 1978 assieme a quella di Patan, che visiteremo nel pomeriggio, e quella di Bhaktapur, nel cui centro passeremo una notte prima di lasciare la valle. Le tre Durbar Square sono un condensato di meraviglie architettoniche tra pagode, templi, palazzi e sculture, costruite da diverse dinastie nell’ultimo millennio, principalmente tra il 1400 e il 1900. Purtroppo questi luoghi hanno subito due forti terremoti, nel 1934 e nel 2015, che hanno distrutto o seriamente danneggiato molte di queste incredibili strutture, il cui fascino rimane comunque fortunatamente intatto.

I segni dell’ultima scossa sono ancora evidenti nel tessuto di tutta la città, non solo nelle sue piazze monumentali, nelle strade accanto un cumulo di macerie si trovano case puntellate al palazzo di fronte con travi di legno e i lavori di ricostruzione sono incessanti, ma nell’insieme si ha l’impressione di una città in rinascita, di un popolo che con infinita resilienza è riuscito a rimboccarsi le maniche e fare si che le tante ferite dopo soli tre anni risultino già in via di cicatrizzazione. 

È proprio il popolo nepalese, come iniziamo a capire, la vera forza di questo piccola nazione dei grandi primati: un popolo forte, sorridente, gentile ed estremamente onesto, che trattiene con i denti il suo spirito autentico davanti all’invasione massiccia di prodotti fake North Face e similari. Vedi quindi per la strada signore anziane avvolte in sciarpe tradizionali sopra piumini fluo oppure monaci in tunica arancio indossata sopra le Nike o ancora bambini che giocano a volano all’angolo di una strada impolverata con a fianco uno zainetto Supreme, in un mix di antico e moderno che non finisce di stupirci e affascinarci. 

TEMPLI BUDDISTI, MERAVIGLIE DAL PASSATO E VISTE INDIMENTICABILI: QUESTA E’ KATHMANDU

Nei giorni successivi completiamo i nostri vagabondaggi nella valle assistendo a uno spettacolare tramonto sullo Swayambhunath assieme alla nutrita tribù di scimmie che abita questo bel tempio buddista, osserviamo da lontano una cerimonia di cremazione al tempio di Pashupatinath sul fiume sacro Bagmati, attraversando poi complesso fino al suo ingresso Nord per passeggiare nei vicoli della città fino a raggiungere il Boudhanath, uno dei più grandi stupa al mondo.

Passiamo l’ultima sera girovagando per lo stupefacente centro di Bhaktapur, chiuso alle auto e dove sembra effettivamente il tempo si sia fermato, prima di andare in bus verso Pokhara (leggi qui), meta prediletta per i trekking nella natura. Effettivamente, con il senno di poi, avremmo dovuto dedicare qualche giorno in più a questa parte di Nepal perché, mentre per visitare la Valle tre giorni non ci sono stati stretti, avendo avuto più tempo avremmo allungato i giorni di trekking così da arrivare un poco più vicino alle maestose vette dell’Annapurna. È che mai avremmo mai immaginato, da buona coppia NO-TREKS, che questi paesaggi unici ci farebbero fatto venire voglia di mettere alla prova i nostri limiti e di salire in alto, più in alto possibile.

Gispy Nepal. To be continued….

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