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ASIA MEDIO ORIENTALE,  INDIA,  TRAVEL

DELHI E AGRA: PRIMO INCONTRO CON L’INDIA

Avendo deciso di dedicare a questo primo assaggio di India solo 10 giorni, la scelta dell’itinerario è circoscritta al Nord, in particolare si dintorni di Delhi e a parte del Rajasthan.

Per sfruttare al meglio il tempo a disposizione decidiamo di contattare un’agenzia locale; dopo varie ricerche scegliamo Incredibile India by Car il cui proprietario, Mr. Gulab, capite quali città avremmo voluto visitare ci organizza il tutto, lasciando a noi come da mia richiesta solo la scelta degli hotel. All’arrivo a Delhi il nostro driver, mister Naresh, ci aspetta per portarci all’ostello, the Desire Hostel, vicino al quartiere di Hauz Khas.

Qui ci imbattiamo nella prima grande scocciatura del viaggiatore, l’overbooking. La nostra camera, complice l’arrivo notturno anche se segnalato, è stata ceduta ad altri da uno sbronzissimo receptionist che svegliato in malo modo dai suoi sogni alcolici non può far altro che darci due letti in dormitorio fino alla mattina. Cominciamo bene. Ma si sa, anche questo fa parte dell’avventura. 

NEW DELHI: PRIMO IMPATTO CON L’INDIA

Il pomeriggio, dopo aver ripreso un po’ le forze, visitiamo con Mono, la guida che ci accompagnerà nei due giorni a Delhi, il tempio del Loto e il complesso di Qutab Minar. I primo è un tempio moderno che ricorda l’Opera House di Sydney, architettonicamente interessante ma non imperdibile, il secondo è una complesso archeologico con rovine di palazzi e tombe antiche dei sultani che precedettero i Moghul, perfetto per iniziare immergersi nella millenaria storia di questa regione.

La sera, lasciati autista guida, girovaghiamo un po’ per i vicoli di Hauz Khas Village, che con i suoi negozietti, angolini chiama-foto e localini è una sorpresa molto piacevole. Qui scopriamo anche The Tea Room From Blossom Kochhar, un’adorabile sala da the dove berremo il miglior masala tea di tutta l’India in un’atmosfera tranquilla e rilassata, una manna dopo il primo impatto con il caos di Delhi.

Per il nostro secondo giorno optiamo per una full immersion nel centro: un passaggio attorno alle mura del forte di Delhi -decidiamo di visitare l’interno di quello di Agra, per lasciare qui più spazio alla città- per poi lasciarci stordire dal mercato di Chandni Chowk. Il primo vero scorcio di vita indiano ci assale i sensi: siamo bombardati dai colori, dagli odori, dai rumori, ogni angolo é stipato gli oggetti, ogni carretto cucina qualche sconosciuta specialità, montagne di stoffe si accumulano ai lati delle strade insieme a capre, cani e qualche ancora isolata mucca sacra. E nel mezzo della strada un incessante viavai di qualsiasi mezzo di trasporto esistente fa si che sorpassare indenni primo attraversamento abbia il sapore di una grande vittoria. 

Ecco Delhi, incasinata, multiforme Delhi. 

Accanto a una moschea e a una chiesa cristiana, davanti un tempo induista un uomo offre, come tradizione vuole in caso di avvenimenti importanti, cibo da un pentolone a un centinaio di  cosiddetti “intoccabili”. Ecco a voi le caste: altro argomento su cui tanto si è sentito e che ci pare tanto anacronistico in un mondo in cui l’unica divisione sociale sembra essere dettata dal dio denaro… Ma questa è l’India e la divisione in caste è ancora una realtà che, come ci spiega la nostra guida, è ancora particolarmente sentita soprattutto nei villaggi, dove anche solo l’amicizia tra appartenenti a caste diverse é tuttora impensabile. 

Continuiamo il tour culturale visitando Jama Masjid, la moschea più grande dell’India, e il Gurudwara Bangladesh Sahib, un meraviglioso tempio Sikh, religione nata 500 anni fa in opposizione al sistema delle caste induista e con una forte vocazione all’aiuto del prossimo. In questo tempio in una gigantica cucina, vengono preparati da volontari più di 10.000 pasti al giorno, da offrire a bisognosi e fedeli. La visita della cucina è un’esperienza forte e indimenticabile: decine di persone si prenotano e attendono mesi per avere l’onore di impastare a mano il pane e cucinare riso e verdure nei pentoloni di rame, mentre centinaia di persone scalze e vestite di mille colori aspettano con famiglia e amici il loro turno cantando e pregando. Siamo in un altro mondo.

Avremmo voluto concludere il giro dei templi con il complesso di Akshardam, uno dei più spettacolari e importanti templi indù al mondo, ma la fila infinita ai controlli -non si può entrare con nulla, che sia acqua o un cellulare- ci fa desistere.

AGRA E IL MERAVIGLIOSO, INCREDIBILE TAJ MAHAL

La mattina partiamo presto direzione Agra e appena arrivati ci sistemiamo nella pulita e accogliente Anoukampa Guesthouse, gestita da un’adorabile famiglia indiana che ci farà sentire come a casa. Il pomeriggio visitiamo il Forte, costruito in epoca moghul in arenaria rossa e marmo bianco. Alcuni bellissimi dettagli dei palazzi con incrostazioni di pietre colorate anticipano la meraviglia che ci aspetta la mattina dopo: il Taj Mahal. 

Sveglia all’alba per godere dei riflessi del sole che sorge sul marmo bianco, ma superata la porta che svela la settima meraviglia del mondo moderno la scopriamo completamente nascosta dalla nebbia. Quella che all’inizio é una delusione ci lascia a bocca aperta quando la coltre bianca si dirada filtrando la luce rosa dell’alba e trasportandoci in una fiaba in cui il Taj Mahal, il mausoleo e simbolo d’amore più famoso del mondo, sembra essere costruita sulle nuvole.

È vero che a volte i ‘must see’ di un paese si trasformano in epoca di turismo di massa in care trappole affollate da ricercatori di selfie, ma in questo caso possiamo confermare a gran voce che no, LUI non può essere perso, la sua vista davvero vale il viaggio, il costo, la sveglia all’alba e la condivisione di tanta bellezza con tutte le altre persone che come noi vogliono portarsi a casa un’immagine in technicolor di sua maestà il Tal Mahal.

Poco dopo lasciamo la nostra accogliente guesthouse e usciamo di poco da Agra per visitare l’ennesimo patrimonio unesco della zona, il Fatehpur Sikri, i resti splendidamente conservati di una città murata moghul risalente al 1500.

Terminata la visita lasciamo la regione di Uttar Pradesh e partiamo ufficialmente con il fido driver Naresh alla scoperta della terra dei Maharaja, il favoloso Rajasthan (leggi qui).

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