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GIPSY BORACAY, QUANDO LE SCELTE CORAGGIOSE VINCONO

La terza tappa del nostro viaggio nella terra delle 7641 isole, le Filippine, prosegue con sua maestà Boracay.

Questa è forse l’isola più fortemente improntata al turismo dell’arcipelago, anch’essa più volte sul podio delle migliori destinazioni al mondo di Conde Nast Traveler – seconda nel 2018, preceduta e seguita da altre due isole filippine-, che con la sua spiaggia bianca da 4 km è l’immagine del perfetto sogno tropicale.  

BORACAY E LA CHIUSURA

Purtroppo la sua fama aveva portato con sé tanti dei problemi dell’over-turismo: edilizia incontrollata, sporcizia, feste ogni notte che si lasciavano dietro chili di spazzatura a rovinare il paesaggio da cartolina.
Il governo del paese negli ultimi anni ha però spinto molto l’acceleratore per dare un’impronta sostenibile ed eco friendly al turismo, e tra le sue politiche una delle scelte più coraggiose è stata quella di chiudere temporaneamente il suo gioiello per dargli una ripulita. E’ così che Boracay nel 2018 è stata chiusa per 6 mesi al turismo.

In questi 6 mesi di chiusura, con l’esercito inviato in massa sull’isola, tutte le spiaggie sono state ripulite da qualsiasi traccia di spazzatura, i resort abusivi e costruiti troppo vicini al mare sono stati chiusi e demoliti, è stato imposto ad ogi attività di adeguarsi a  nuove normative ecosostenibili, inoltre è stato imposto in numero limite di camere disponibili così da tenere sotto controllo il numero di turisti ed è stato vietato l’utilizzo di plastica monouso come anche di bere, magiare, fumare o fare party in spiaggia.

Ok, anche a noi piace berci una birra e fumarci una sigaretta sulla sabbia al tramonto ma…quello che ci siamo trovati davanti è la prova schiacciante che questa è la politica giusta.

COM’E’ OGGI BORACAY

La spiaggia di Boracay che temevamo essere l’estrema espressione del turismo di massa è si decisamente frequentata, ma pulitissima, senza lettini o stabilimenti privati che rompono la linea chilometrica delle sue sabbie bianche, e basta spostarsi un pò dalla parte centrale per trovare un’angolo di paradiso dove sentirsi quasi da soli.

Per non parlare della bellezza della spiaggia dopo il tramonto! Il lungo-mare non è altro che una striscia di sabbia al di la della linea di palme che bordano la spiaggia in tutta la sua lunghezza, dove passeggiare a piedi scalzi di fianco ai si tanti ristoranti, negoziati e resort, godendosi la bellezza delle onde che scivolano sul bagnasciuga.

Non che Boracay con questo sia diventata “morta”, anzi! I bar sono sempre pieni, e per chi volesse fare festa le opportunità certo non mancano…ma nel rispetto di un luogo che è sicuramente tra i più incredibili su cui abbiamo mai posato gli occhi. Un applauso, ci auguriamo davvero che si riesca a proseguire così anche con il passare del tempo e che tanti altre mecche turistiche nel mondo possano prendere spunto da quanto fatto qui.

Dobbiamo dire, ad onor del vero, che in tutto il nostro viaggio in questo paese raramente incontreremo spazzatura abbandonata come spesso ci è capitato in tutte le altre mete asiatiche, e non solo purtroppo…ci stupiremo di come la maggior parte dei ristoranti e bar non utilizzi plastica usa e getta, di come venga incoraggiato l’utilizzo di refill per le bottiglie, di come spesso in ristoranti e hotel l’acqua sia disponibile gratis per scoraggiare l’acquisto di bottiglie. Ne rimarremo decisamente stupiti e molto piacevolmente.

Eccoci comunque a Boracay!

Inizio raccontandovi dell’interminabile viaggio per approdare qui. Si, perché sebbene sia molto semplice e veloce girare le Filippine in aereo dato che quasi tutte le mete turistiche hanno un aeroporto ed i voli non siano eccessivamente cari, dato il numero di spostamenti che abbiamo in programma e il nostro budget abbiamo deciso di affidarci per quanto possibile a spostamenti via mare.

Decisamente più lunghi ma anche economici e tutto sommato è anche bello ora che possiamo viaggiare in questo modo lento e “local” confonderci con i tanti filippini in viaggio -soprattutto Johnny, che regolarmente viene scambiato per uno del posto, anche se devo dire che questo è capitato molto spesso…sikh in India, nepalese in Nepal, birmano in Myanmar, vietnamita in Vietnam etc etc. Praticamente sono fidanzata con un papabile infiltrato speciale 007.

COME ARRIVARE DA CORON A BORACAY: ALTERNATIVA ALL’AEREO

Da Coron ad ogni modo scopriamo che è possibile arrivare a Boracay in nave via Mindoro: dobbiamo quindi prendere una prima nave per San José (Bunso transport, in partenza martedì, giovedì e sabato alle 8 del mattino, biglietti acquistabili alla casa-ostello della compagnia a circa 1 km dal porto), da lì prendere un tricycle fino ad un van che ci poterà a Bulalacao, da cui poi parte due volte al giorno una seconda nave per Caticlan (FastCat Ferry – ore 10 del mattino e 10 di sera, biglietti acquistabili direttamente al porto a partire da 4 ore prima).

Da Caticlan bisogna infine prendere l’ultima barchetta che in 10 minuti ti lascia al molo di Boracay -nota: non esistono nè voli nè barche che arrivano direttamente sull’isola. In totale accumuliamo 20 ore di viaggio, partiamo alle 8 del mattino e arriviamo verso le 4 di notte in hotel, ma a poco più di 30 euro contro i 100 del volo…in un viaggio come il nostro questi sono i risvolti meno goduriosi, ma che fanno senza dubbio parte dell’avventura e senza i quali il budget mensile fa presto a lievitare.

La prima “mezza notte” la passiamo in una guesthouse attaccato al porto e la mattina raggiungiamo l’hotel che questa volta avevo prenotato contattando la struttura via mail. Avevo letto che per imbarcarsi a Caticlan per Boracay bisogna esibire una prenotazione alberghiera (ed è così, anche solo per una o due notti bisogna prenotare prima), quindi avevo cercato sui blog e contattato alcuni resort per trovarne uno con un costo abbordabile, cosa non semplice, fino a che scrivendo direttamente l’Orchids Resort siamo riusciti ad ottenere il prezzo di 25 euro colazione inclusa per una casetta in bamboo a 2minuti a piedi da una delle porzioni più belle e meno affollate della spiaggia, in zona station 3. Il posto è semplice ma perfetto, peccato solo per alcuni lavori di ristrutturazione che ci butteranno giù dal letto tutte le mattine prima delle 8!

I nostri amici Armanda e Andrea preferiscono comprensibilmente alloggiare non in una tranquilla casetta ma nell’ostello più vivo dell’isola, Il Mad Monkey Hostel, dove ogni sera è una festa, ma dove anche una camera privata costa il doppio che la nostra casetta in bamboo! Poco male, la sera volendo si può andare a fare festa anche da esterni all’ostello, ma noi siamo in quella fase in cui preferiamo la nostra stanzetta tranquilla e cercare festa solo se la vogliamo 🙂 ah, l’età, mi fossi sentita 10 anni fa…:)

COSA FARE (O MENGLIO, NON FARE) A BORACAY

Passeremo in tutto 5 giorni a Boracay e qui…non faremo assolutamente niente che non sia cercare di imprimerci negli occhi l’azzurro incredibile del mare, rotolarci nella sabbia bianca e morbida come il borotalco per cercare di portare sulla pelle il più a lungo possibile questa sensazione, stare sdraiati a naso in su per riconfermare che si, per noi le palme sono l’albero più bello del mondo! C’è poco da fare, quando si ha a due passi dal letto tanta perfezione a cosa serve fare escursioni, andare a cercare altre spiagge….ci sembra che difficilmente qualcosa possa valere il perderci uno dei 5 giorni che abbiamo a disposizione in questo paradiso.

Le uniche attività che non prevedano lo stare ammollo nell’acqua azzurrissima riguardano il godersi gli spettacolari tramonti, il vagabondare nel “centro turistico” della station 1 dove ci sono tutti i negozietti e la maggior parte dei locali, o la ricerca di un posto dove mangiare decentemente senza farci spennare, anche per i ristoranti i costi qui sono più alti della media asiatica, ma troviamo “Hoy, Panga!” sul bordo spiaggia della station 2 dove i piatti sono buoni, in porzioni e prezzi accettabili, e come spesso capiterà nel nostro viaggio alle filippine, una volta trovato un posto accettabile, siamo restii a cambiare, le delusioni e l’alzarsi affamati (o spennati) sono sempre dietro l’angolo ;).

I giorni scorrono veloci, veloci come quando si sta bene, e arriva presto il momento di salutare questa terza magnifica tappa filippina. Da qui un volo pagato 20 euro ci aspetta da Kalibo, il secondo aeroporto di Boracay a circa 2 ore dall’isola, fino a Cebu City, dove ci aspetterà la seconda parte di avventura che vogliamo dedicare all’arcipelago delle Visayas Centrali, anch’esso in passato nella top 3 del solito Code Nast Travelers.

Se questo paese è annualmente con una sua isola o l’altra o anche più d’una nella top 3 della famosa classifica un motivo ci sarà, e dopo E Nido, Coron e Boracay ci sembra più che lampante: le filippine sono un perfetto mix di mare cristallino, paesaggi mozzafiato, natura rigogliosa, popolazione gentile e sorridente, con dei prezzi che seppur più alti di quanto ci aspettavamo, la rendono comunque una meta assolutamente abbordabile e che come plus ha ancora il fascino di una terra non del tutto sfruttata dal turismo di massa. In queste prime due settimane abbiamo visto le sue destinazioni più famose, e quindi anche più turistiche, ora vediamo cosa ci attende in questa seconda parte, ca va sans dire, non vediamo l’ora di scoprirlo!!

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