VALLE DEL COCORA, COLOMBIA
AMERICA LATINA,  COLOMBIA,  TRAVEL

IMPERDIBILI COLOMBIANI: L’EJE CAFETERO E LA VALLE DEL COCORA

Dopo quasi 10 giorni a Medellin è il momento di lasciare la città dell’eterna primavera per reimmergerci nella natura colombiana. Proprio al centro tra le tre più grandi città colombiane, Medellin, Bogotà e Cali, si trova la zona dell’Eje Cafetero, nella quale si trova anche il delizioso pueblo di Salento e l’imperdibile valle del Cocora.

Nemmeno da dire, un’altra tappa imperdibile di questo bellissimo, variegato, sorprendente paese che è la Colombia. Abbiamo visitato città moderne e paesini coloniali, parchi caraibici e dessert, ora è il momento di scoprire il vero entroterra colombiano, quello delle finche e delle distese di piante di caffè, dei campesinos a cavallo, delle montagne verdi e delle jeep “Willys” stracariche di caffè, platano, persone o di qualsiasi altra diavoleria venga in mente ai loro drivers. Un paesaggio su cui far scorrere la vista facendosi trasportare dal suono della cumbia, la musica tipica di queste zone, che sembra fondersi perfettamente con le atmosfere di queste terre ricche di tradizione.

SALENTO E IL PAISAJE CULTURAL CAFETERO DE COLOMBIA

L’Eje Cafetero, o meglio, il Paisaje Cultural Cafetero de Colombia, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità, è quell’area culturale e geografica che si identifica con la zona di produzione del miglior caffè colombiano. Situata ad un’altitudine media di 1500 mt, comprende una vasta zona della cordigliera andina. Ci sono diverse cittadine turistiche che fanno parte di questa zona, ma noi scegliamo di dirigerci a Salento, così da fare base in questo bel paesino e coniugare la visita ad una finca cafetera a quella della caratteristica Valle del Cocora, dove sorgono le palme più alte del mondo.

A Salento si può arrivare con un breve viaggio dall’aeroporto di Armenia ma noi, naturalmente, ci arriviamo con una ben più lunga attraversata in bus da Medellin. Il viaggio sarebbe dovuto durare circa 5 ore per 250 km ma complici le curve ed alcuni lavori sulla strada il nostro tempo di percorrenza quasi raddoppia ma finalmente a mezzanotte arriviamo alla stazione dei bus, che dista pochi minuti a piedi dal nostro rifugio per la notte, Casa la Eliana.

A Salento ci sono più hotel e ostelli che case, questo fa capire velocemente questo questo paesino disperso tra i monti sia diventato velocemente negli ultimi anni un beniamino del turismo internazionale ma anche locale: nel week end un numero imprecisato di colombiani si riversa a Salento per godere il clima fresco, del buon cibo e della natura rigogliosa che circonda il paese. C’è da dire che comunque non si ha mai una sensazione di folla perché la gente si sparpaglia poi per le colline circostanti e comunque anche in caso di luoghi molto turistici in Colombia, tranne forse per Cartagena e San Andres, si parla sempre di un turistico relativo, dopo il tramonto sembra di essere davvero in mezzo al nulla e appena fuori dalla piazza regna il più assoluto silenzio.

C’è da dire che il pueblito di Salento è proprio una chicchina dell’Eje Cafetero: piccolo, molto piccolo, ma con bellissime case con balconi e serramenti in legno coloratissimo, buoni ristoranti e deliziosi negozietti di artigianato. Al centro, la grande piazza è piena di bancarelle di frutta e chioschi che vendono i piatti tipici a base di “trucha”, che qui viene cucinata in mille modi. La piazza è anche il punto in cui sono parcheggiate le tradizionali jeep willy, auto militari americane che per i casi del destino (uno grande stock in avanzo svenduto proprio da queste parti) sono diventate il tradizionale mezzo di trasporto nonché uno dei simboli di questa regione.

Qui nella piazza di Salento le Willys aspettano i turisti per accompagnarli all’ingresso della valle del Cocora. Avevo letto di partenze a orari prestabiliti tra le 6 e le 11.30 del mattino, in realtà noi siamo arrivati verso le 8 e le jeep partivano in continuazione non appena piene. Meglio comunque muoversi la mattina presto, un pò per avere più possibilità di trovare sereno, un pò perché il giro della valle può portare via l’intera giornata.

LA VALLE DEL COCORA E LE PALME Più ALTE DEL MONDO

Si perché la Valle del Cocora è un luogo surreale, uno dei paesaggi più originali incontrati nel nostro cammino. Qui sorgono le altissime palme da cera, che possono superare i 60 mt di altezza, stagliandosi nel verde smeraldo della valle contro il cielo, che purtroppo per noi era coperto nel giorno della nostra visita da una fitta coltre di nuvole che non ha però tolto al paesaggio (quai) nulla del suo fascino. La valle si può esplorare a cavallo oppure a piedi, scegliendo tra il percorso breve, circa 3 km, o quello lungo, non saprei dirvi i km ma ci vuole a seconda del passo, almeno 5/6 ore di cammino per completarlo.

Il percorso lungo si può affrontare in senso orario, prendendo la deviazione che si incontra a destra poco dopo il parcheggio delle Willys all’imbocco della valle, così da lasciarsi il “premio”, ovvero il bosco di palme, alla fine, oppure al contrario proseguendo dritti lungo la strada che parte dal parcheggio, per decidere dopo aver ammirato il bosco di palme dai due primi mirador se proseguire il trekking nella valle o meno. Noi abbiamo deciso date le condizioni meteo di partire dalla valle ed un pò perché solo questo tra una foto e l’altra ci ha portato via tre ore ed un pò per il cielo spazzato dal vento freddo e che minacciava piogge abbiamo deciso che per questa volta poteva bastare così.

Il giro “corto” è molto easy ed adatto a chiunque, mentre per il giro lungo, che pare essere decisamente più impegnativo e fangoso, conviene munirsi di buona volontà, percorso scaricato sul cellulare da maps.me (il nostro hotel ci ha fatto vedere come fare prima di partire), scarpe da trekking e abbigliamento impermeabile dato che pare gli acquazzoni siano all’ordine del giorno. Dicono anche che sia un percorso meraviglioso, quindi un pò ci spiace essercelo perso ma farlo sotto la pioggia abbiamo decido che no, non eravamo abbastanza motivati per farlo.

Rientrati a Salento piuttosto stanchi e infreddoliti abbiamo optato per un pomeriggio di relax sorseggiando caffè in uno dei baresi su Calle Real mentre organizzavamo il da farsi per il giorno successivo.

I DINTORNI DI SALENTO TRA CAFFE’ E PASSEGGIATE A CAVALLO

Abbiamo innanzitutto deciso di prenotare un giro a cavallo chiamando come consigliato dal nostro ostello Oscar, il proprietario di Cabalgatas San Pablo, che offre giri a cavallo per principianti ed esperti nei bellissimi dintorni del paese, scegliendo se andare a visitare le cascate, la zona delle piantagioni di caffè o scegliere per poter anche concedersi una bella galoppata la passeggiata lungo il fiume Quindio. Noi scegliamo quest’ultima opzione e passeremo meravigliosamente tre ore ammirando il magnifico paesaggio verde della valle.

Nel pomeriggio decidiamo invece di onorare la permanenza nel famoso Eje Cafetero visitando una finca cafetera e scegliamo, sempre sotto consiglio dell’hotel, la finca Don Eduardo. Il tour parte alle 3 del pomeriggio e basta chiamare poco prima per assicurarsi un posto.

Noi saremo solamente in 5, accompagnati dal gentilissimo e appassionato responsabile della finca che ci accompagnerà sul pendio della montagna in quella che più che una grande piantagione è un rigoglioso giardino per farci vedere come qui coltivano il caffè in maniera tradizionale, quali sono le varietà di piante sia di caffè che di frutta che crescono in questa regione, facendoci poi vedere come avviene il processo di selezione e tostatura, per concludere facendoci riconoscere e scegliere tra differenti gradi di tostatura per farci posi assaggiare il suo caffè fatto e finito. Un giro piacevole, rilassato ed interessante, a mio parere più completo di quello fatto nella pur bellissima finca La Victoria di Minca (qui il post in cui ne parlo).

La sera concludiamo la nostra permanenza a Salento con una deliziosa cena al ristorante Acaime (stranamente semi deserto ma veramente slurp!), con una trucha in salsa di caffè (naturalmente, Eje Cafetero docet) che penso rimarrà a lungo nei miei migliori ricordi gastronomici del viaggio. Qui mentre ceniamo la nostra attenzione viene (fortunatamente) attratta dal discorso dei nostri vicini di tavolo che parlano di una feste tradizionale che si terrà proprio nei due giorni successivi nella città di Armenia, capitale di Quindio e cuore dell’Eje Cafetero, distante circa un’ora da Salento.

I (BEGLI) IMPREVISTI DI VIAGGIO: ARMENIA

Il nostro programma consisteva di partire la mattina successiva destinazione Cali, ma si sa che i programmi di viaggio nel nostro caso sono fatti per essere poi stravolti quindi…dopo aver dato un occhio sul Web ed aver scoperto che si trattava della festa per i 130 anni dalla fondazione delle città e che prevedevo oltre a una sfilata tradizionale, l’attesissima sfilata del Yipao ed anche un concorso di salsa, decidiamo naturalmente di spostare il”navigatore” verso la città di Armenia.

Arriviamonel centro di Armenia attorno a mezzogiorno del giorno successivo dopo circa un’ora di bus e dopo aver preso posto in un hotel X (senza infamia, senza lode) a due passi da Plaza Bolivar, la piazza principale in cui si svolgono le manifestazioni, e ci prepariamo all’arrivo del “desfile”. Una processione di gruppi di ballo, rappresentanti di associazioni in costumi tradizionali e gruppi canterini sfila davanti a noi per circa un’ora, in una moltitudine colorata a a dire il vero non poi troppo “carica”. Scopriremo presto il perché: la sfilata parte un buon 5 km a nord del centro, dove i ballerini arrivano ormai provati dalla lunga esibizione…

IL DESFILE DEL YIPAO

Il giorno seguente ci prepariamo per tempo per seguire quella che è la manifestazione più attesa della festa: il 32 Desfile del Yipao. In questa sfilata, nata nel 1988, le Jeep Willys (da qui il termine Jeepao da cui Yipao), che come ho detto prima sono il mezzo di trasporto più utilizzato tradizionalmente dai campesinos dell’Eje Cafetero per la loro affidabilità, capacità di carico e di movimento su terreni accidentati, sono caricate il più possibile e con l’allestimento più kitsch immaginabile per contendersi il titolo di miglior Jeep per trasporto agricolo, trasporto libero, trasloco o jeep “piques”. Queste due categorie le più divertenti, la prima perché permette i vedere caricate su piccole jeep cose tipo armadi o oggetti assurdi di ogni genere tra cui anche santini e bambole mezze rotte, mentre le seconde sono quelle che si esibiscono in acrobazie di ogni genere tra incitamenti da stadio da parte di una folla entusiasta.
Guardare per credere.

Terminiamo la nostra esperienza nell’Eje Cafetero la sera con un piccolo anticipo di quello che ci aspetterà nella nostra tappa successiva, la spumeggiante, inarrestabile Cali: questa è la vera e propria patria mondiale della Salsa, e proprio questa ultima sera di festa ad Armenia sul palco di Plaza Bolivar si sfideranno davanti ai nostri occhi alcuni dei più bravi ballerini di salsa di Cali e dell’intera Colombia. Uno spettacolo, ma “salsisticamente parlando” nulla rispetto a quello che ci attenderà dal giorno a seguire.
Cali, Cali Pachanguero, preparati, stiamo arrivando!!!

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