TLAQUEPAQUE IN GUADALAJARA
CULTURE,  PEOPLE,  TRAVEL

ALLA SCOPERTA DI GUADALAJARA, PERLA DI JALISCO

Arriviamo a Guadalajara dopo un veloce volo da Città del Messico. Gli spostamenti in bus qui sono facili e sicuri, in particolare alcune compagnie come Primera Plus e ADO sono più comode di un aeroplano, ma ci sono anche diverse possibilità di volo, più veloci e a prezzi mediamente poco più alti dei bus. In questo caso ad esempio il volo con Volaris prenotato due giorni prima ci è costato circa 50 euro a testa.

Per questa tappa abbiamo provato ad affidarci a couchsurfing, un sito che mette in contatto viaggiatori permettendo di offrire o chiedere ospitalità per alcune notti. Abbiamo conosciuto tante persone che in Sud America sono riuscite a viaggiare quasi unicamente in questo modo, in realtà non sarà sempre semplice trovare ospitalità, ma qui a Guadalajara un colpo di fortuna ci fa incrociare la strada di Nacibe e Dan, una meravigliosa coppia che ci apre le porte di casa, mettendoci a disposizione un letto super comodo e soprattutto la loro amicizia. 

Arriviamo a casa loro un po’ disorientati, essendo per noi un modo di viaggiare quasi sconosciuto non sappiamo bene quanto essere o non essere ‘presenti’, ma i nostri nuovi amici, couchsurfers navigati, fugano velocemente ogni dubbio tra una chiacchiera e l’altra durante la nostra prima serata insieme. I cinque giorni che passeremo qui scorreranno veloci, tra giornate a vagare per la città e serate a chiacchierare, esplorare la gastronomia e i locali della zona insieme a Nacibe e Dan.

Ma perché Guadalajara? 

La città, capitale dello stato di Jalisco, è una sintesi del fascino messicano: un centro storico di carattere, una bella cattedrale, mercati affollati, vie pedonali colorate, una vita notturna di tutto riguardo.

Noi iniziamo la nostra esplorazione dal il centro storico della città, che si gira tranquillamente a piedi a partire dalla piazza principale con la sua imponente cattedrale, affiancata dal Palazzo del Governo, che anche a Guadalajara nasconde dei bellissimi murales.
È bello passeggiare con calma nei dintorni,osservando la vita cittadina, per poi camminare fino all’Instituto Cultural Las Cabañas, dichiarato patrimonio dell’umanità, e concludere la giornata gironzolando per il vicino mercado Juan de Dios tra artigianato e golosità culinarie.

Dalla piazza della cattedrale si può anche approfittare del bus turistico che propone 3 itinerari: Guadalajara Centro, Zapopan e Tlaquepaque. Noi lo faremo nella seconda giornata qui e se i primi due itinerari non sono poi imperdibili, altra storia è Tlaquepaque.
Un po’ come Coyoacan a Città del Mexico, in questo quartiere sembra di essere catapultati in un cartone animato: le strade, per lo più pedonali, sono un’esplosione di colore. Le case basse variano dal blu china al rosa fenicottero, dal giallo limone al rosso mattone, impossibile non lasciarsi trascinare dall’atmosfera allegra che scalda l’aria assieme al sole che splende in un cielo meravigliosamente blu. Negozi e banchetti di artigianato si alternano a ristoranti da cui ci arriva la voce dei mariachi, tutto grida ‘hey, esto es mexico!’.
Ed è un Messico così diverso da quello che avevamo già conosciuto anni fa quando avevamo scelto la riviera Maya per le nostre vacanze, é un Messico che ci piace un casino!

In questa regione, Jalisco, c’è tra l’altro tantissimo da vedere: volendo questa zona da sola meriterebbe un viaggio a sé. C’è Tequila, il pueblo mágico famoso per essere la culla, appunto, della tequila, c’è Ajijic, pittoresco pueblito sulle rive del lago di Chapala e c’è la costa, che con Puerto Vallarta, Sayulita e Isla Marieta sarebbe già un motivo più che valido per scegliere Jalisco come meta. 

Noi però dobbiamo scegliere: abbiamo a disposizione 10 giorni prima dell’appuntamento a Cancun con mamma e sorella di Joh, e ci stanno parlando molto bene della zona a Ovest di Guadalajara, la Huasteca Potosina, che si trova tra l’altro poco sopra Guanajuato e San Miguel de Allende, due città nella lista dei nostri ‘imperdibili’, decidiamo quindi di saltare la costa Jaliciense in favore della Huesteca.
Non vogliamo però perderci Tequila, come potremmo?

Da Guadalajara partono diversi tequila-tour, il più bello é quello organizzato da José Cuervo a bordo di un treno che porta i visitatori tra assaggi di tequila, specialità locali e serenate di mariachi fino all’omonima fabbrica, una delle più antiche esistenti. Ci piacerebbe, ma il prezzo é over budget per noi, quindi optiamo anche questa volta per il fai-da-te. Prendiamo un bus pubblico che dalla stazione di Zapopan in circa 45 minuti ci scarica alle porte di Tequila.
Dopo pochi passi iniziano a offrirci tour di varie tequilerie. Difficile sapere quale sia il tour migliore, ne scegliamo uno che con circa 10 euro a testa ci porta su uno dei fantasiosi camioncini-botte che spopolano qui: prima un giro per il paesino, poi un campo di agave ed infine la visita ad una fabbrica artigianale con relativi lauti assaggi. 

Beh vi dico solo che il tutto é finito a balli rancheri sul nostro camionbotte assieme alla dozzina di messicani veraci nostri compagni di assaggi!
E se questo non bastasse a rendere la visita memorabile, ci penserà un bel cantarito: tutti nella piazza e per le strade di Tequila si aggirano con in mano vasi di coccio di varia misura e noi, che non vogliamo essere da meno, ci troviamo presto con in mano 1 litro e 2 di tequila con succo di limone, arancia e pompelmo. Sfido chiunque a non tornare a casa contento! Presi dall’atmosfera alcolicamente festosa quasi perdiamo l’ultimo bus per rientrare in città, dove Nacibe e Dan ci aspettano per dare vita al sabato sera. 
La carica é quella giusta!!

Arriviamo a casa di corsa e subito usciamo con i nostri nuovi amici: dopo una sosta a un baracchino che vede una rivisitazione in chiave messicana del kebab da leccarsi i baffi, decidiamo che é il momento di ballare. 
Ecco una delle cose impagabili di couchsurfing, il vivere una città come e con chi la vive quotidianamente: scoprire quali sono i posti nascosti da non perdersi, i baracchini da leccarsi i baffi, il migliore cocktail bar della città o il locale giusto dove ballare salsa tutta la notte!
Noi dobbiamo dire siamo stati davvero fortunati: oltre a essere ospitati da una coppia accogliente, simpatica, piena di interessi e di argomenti di conversazione, ci siamo trovati con loro così in sintonia che dopo un paio di giorni ci sembrava di essere in visita a dei vecchi amici!
É così che ci troviamo a passare la notte in un bellissimo teatro trasformato in locale con musica suonata dal vivo, a bere birra ghiacciata, chiacchierare e ballare per ore. Tra le chiacchiere ci propongono la mattina successiva di accompagnarli nel loro ‘rito della domenica’, la colazione in uno dei tanti marcati della città, e poi di andare a casa di loro amici per la cena. Non ce lo facciamo ripete due volte e anzi proponiamo una cena italian style. Sarà una delle giornate ad ora più belle del nostro viaggio, dopo tanto tempo lontano da casa in quella domenica a Guadalajara è stato come essere ‘al proprio posto’, tra amici. 
La colazione (o meglio, brunch) al banchetto del mercato ancora un po’ in hangover dalla sera prima, il vagare tra i banchi per cercare gli ingredienti per il tiramisù, cucinare mentre si chiacchiera con un bicchiere di vino in mano: quelle piccole grandi cose che sanno di quotidianità, la quotidianità quella buona, che ha un po’ la consistenza della copertina calda e morbida piegata sul divano, che è sempre lì a ricordarti che quella é casa. E questo mi fa pensare che davvero casa é un luogo mentale, puoi sentirti a casa anche in un luogo sconosciuto, dove passerai solo pochi giorni, da solo o con persone incontrate da meno di niente.
Non sappiamo ancora perché un posto piuttosto che un altro ci può suscitare questa sensazione. Sicuramente le persone che incontri fanno tanto, e qui a Guadalajara tantissimo. Ma non è solo quello, è qualcosa di intangibile, chiamalo atmosfera, energia, vibrazioni, quella cosa che ti fa sentire bene e fa addormentare per un po’ la voglia di passare oltre, di scoprire altro e di nuovi stimoli che in questi mesi è diventata un po’ la nostra droga.

Saremmo rimasti ancora a casa di Nacibe e Dan, andare via è stato triste. Ma a parte che 5 notti da ospiti ci sembrano più che sufficienti, i giorni a nostra disposizione per il giro che abbiamo in mente sono contati. Salutiamo quindi i nostri amici carichi di bei ricordi da portare con noi e di tanti consigli per la prosecuzione del nostro viaggio.

Ci aspetta un mini tour fai da te che ci porterà da San Luis Potosí a visitare la huasteca a fino ad arrivare poi a San Miguel de Allende e Guanajuato, due delle città forse più caratteristiche di tutto il Messico.

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