fbpx
ALBANIA,  EUROPA

ALBANIA AZZURRO E SORRISI

Albania: un luogo sorprendente tra note di musica latina, curve molto pericolose, mare ancor più pericolosamente azzurro, perle gourmet e tanti sorrisi. E tramonti da dipingere.

La nostra avventura albanese inizia un caldo venerdì d’agosto, in cui dopo aver attraversato il confine del Montenegro decidiamo di fare una tappa a Shëngjin, o San Giovanni di Medua, una delle prime cittadine balneari che troviamo scendendo lungo la costa. Qui ci troviamo davanti un lungomare fitto di localini sulla spiaggia di ogni genere e tipo, e ci fermiamo per uno stop ristoratore in un adorabile beach bar dove, sotto una ditta tenda di ombrellini multicolore, ci facciamo trasportare da quello che sarà il leitmotiv di queste giornate: la simpatia degli albanesi, uno dei popoli più accoglienti, simpatici e festaioli che abbiamo mai incontrato nei nostri viaggi.

SHENGJIN, ALBANIA
RIKKI BEACH, SHENGJIN

Dopo qualche ora decidiamo di ripartire alla volta della costa tra Valona e Saranda, Shëngjin è molto viva ma a livello di mare è ancora lontana dalle mille sfumature di azzurro che andavamo cercando dall’inizio del nostro tour.

VALONA E DRYMADES, TRA MARE AZZURRO E ASSAGGI GOURMET

Arriviamo a Valona all’ora di cena quindi decidiamo di dirigerci verso l’hotel che avevamo adocchiato poco prima attaccandoci alla rete del primo bar disponibile – ebbene si, in Albania ancora niente Europe pass -che si rivela però più difficile del previsto da rintracciare. Nella ricerca interviene ancora l’ospitalità albanese ed un ragazzo, vedendoci in difficoltà, in 5 minuti ci sistema a casa di una sua conoscente: una semplice ma lindissima camerata fronte spiaggia a soli 20 euro, cosa chiedere di più se non di goderci dal balcone il tramonto più bello della vacanza? E la sera ci regala la seconda “sorpresa”: il cibo. In Albania la cucina mescola sapori mediterranei e tradizione locale, e fermandoci per caso nel ristorante di Bujar , chef albanese da poco rientrato da anni in giro per Italia ed Europa, ci facciamo viziare con un’indimenticabile cena a base di pesce fresco cucinato con abbinamenti originali e ricercati, accompagnato da ottimo vino e dalle impagabili presentazioni del padrone di casa. Il tutto per la cifra spesa per la mia ultima pizza milanese.

Il girono seguente ci rimettiamo in moto alla ricerca del perfetto spot marittimo per fermarci finalmente per qualche giorno a riposare dopo 10 giorni di tappe serrate. Cercando nei dintorni di Dhermi, fully booked contro ogni mia aspettativa, ci imbattiamo nella terza scoperta in meno di 24h: il Turtle Camping di Drymades, piccolo campeggino dallo spirito boho, semplice ma economico, pulito ed accogliente grazie alla  meravigliosa famiglia che lo gestisce e ad i ragazzi che ci lavorano, il tutto a pochi minuti da un’infinita distesa di ciottoli bianchi che si tuffano in una mare perfettamente azzurro e cristallino.

I 3 giorni previsti scivolano facilmente in 5, passati esplorando le spiagge nei dintorni – splendida Gjipe beach se si è pronti a 40 minuti buoni di scarpinata sotto il sole cocente e ad arrivare non oltre le 10 per sperare di trovare parcheggio – passando le serate tra le mani del virtuoso barman del camping e i due locali sulla spiaggia che a sorpresa suonano salsa, bachata e dembow a non finire, per la gioia della mia latinissima metà Johnny. Attenzione uscire presto! Dopo mezzanotte in Albania il rumore,e quindi anche la musica nei locali all’aperto, è per legge ridotta al minimo quindi dopo mezzanotte si può ancora stare fuori ma l’atmosfera cala un pò.

A Drymades proviamo anche l’ebbrezza del volo grazie ai ragazzi di Extreme Illyricum che ci hanno accompagnato nel nostro primo lancio con il parapendio. Che esperienza magnifica!  Lanciarsi da 1000 metri al di sopra di km di spiaggia bianca che si fondono nelle mille sfumature di azzurro del mare è una sensazione che non posso che consigliare anche a chi, come me, non è proprio a suo agio con le altezze. Basta farsi agganciare dall’istruttore, chiudere gli occhi, fare due passi di corsa e in tempo zero si è in aria, comodi come in poltrona a godersi lo spettacolo.

Decidiamo di ripartire per festeggiare il compleanno di Johnny nell’animata Saranda. La cittadina è effettivamente piena di ristoranti e locali, ma è l’atmosfera ancora autentica di Drymades che per noi continua ad essere vincente, quindi dopo un giorno passato ad esplorare in pedalò la bella ma decisamente troppo affollata Ksamil – mare caraibico, ma senza pedalò non credo sarebbe stato nemmeno possibile stendere un telo sulla sabbia pur bianchissima – decidiamo di rimetterci in moto destinazione Grecia, portandoci nel cuore i sorrisi delle serate passate chiacchierare con le belle persone incontrate ovunque, l’azzurro potente del mare, la sensazione di essere i benvenuti, e la voglia di tornare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
Follow by Email
Instagram