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BYE BYE ASIA, THE GIPSY SALMON GOES TO…..

E si vola!

A cinque mesi dalla nostra partenza dall’Italia è arrivato il momento di abbandonare l’Asia.

Ci lasciamo alle spalle esperienze che non apparivano (quantomeno non tutte insieme) nemmeno nei nostri sogni: dai grattacieli di Dubai, alle città colorate ed intense del Rajastan, passando per le stupefacenti montagne himalayane fino ad arrivare alle spiagge della Thailandia, per poi ammirare i paesaggi fiabeschi del Myanmar e attraversare da nord a sud il Vietnam, con le sue bellezze e le sue contraddizioni, restare poi a bocca aperta davanti alla selvaggia Koh Rong Samloen e l’imponente Angkor Wat in Cambogia, e infine innamorarci dei paesaggi dipinti di verde e di azzurro delle Filippine.

143 giorni intensi, passati in un baleno e insieme che sembrano racchiudere anni di vita. 

Tante sensazioni affollano la mente ed il cuore. Da una parte sembra ieri il momento in cui io e Joh, tenendoci per mano, abbiamo superato i controlli dell’aeroporto di Bergamo per imbarcarci in questa avventura con il nostro bagaglio di sogni ed aspettative. D’altra parte in questo poco tempo abbiamo vissuto così tante esperienze ed emozioni, abbiamo ascoltato otto lingue diverse, assaggiato mille nuove pietanze, ci siamo meravigliati davanti alla bellezza della natura e all’abilità umana, abbiamo scambiato tanti sorrisi con tante belle persone, abbiamo percorso migliaia di km con qualsiasi mezzo terrestre ed acquatico, abbiamo riso e abbiamo avuto momenti di tristezza, in sintesi abbiamo vissuto così intensamente che una vita intera sembra concentrata in questi cinque mesi trascorsi On the Road. 

Io inizio non scoprirmi più a pensare al lavoro, a rendermi conto che il mio corpo ha imparato a chiedermi cibo quando ha fame e non all’orario prestabilito -ahimè senza più abbandonare nemmeno un cm delle sue morbidezze- ad aprire gli occhi da sola a orari che prima mi facevano odiare la sveglia, noto che trucchi e creme giacciono dimenticati da tempo in fondo allo zaino ma la mia pelle è più fresca e luminosa che mai. Sto bene, davvero bene. Joh forse si è abituato a tutto questo ancor prima di me, con l’unica pecca della mancanza dei suoi amati, calcio e palestra, che nonostante tutti o buoni propositi restano i grandi assenti nella sua idea di perfezione.

Certo, entrambe iniziamo anche a sentire la mancanza di altre piccole grandi ricchezze della nostra vita di “prima”: le chiacchierate della domenica con la famiglia, le risate con gli amici, un buon bicchiere di rosso il venerdì sera, il nostro adorato materasso, infilare il naso nel pelo della nostra gatta… Ogni tanto la sera penso che sarà dura fare a meno di tutto questo a tempo indeterminato, se il nostro sogno più profondo riuscirà mai a diventare realtà, ma è l’unica piccola concessione alla malinconia in questo oceano di emozioni positive.

Sentiamo che stiamo facendo qualcosa di cui siamo e saremo per sempre felici.

Mi sento libera. Libera e grata per aver avuto la possibilità di vivere questa esperienza, ed anche un po’ fiera di avere avuto quella scintilla di follia che, insieme al mio compagno di vita e di viaggio, mi ha fatto dire: sì, facciamolo! E non so cosa sarà, non so dove arriveremo, non so quanto riusciremo a farci bastare il nostro tesoretto nè cosa succederà quando sarà agli sgoccioli, ma so che troveremo il modo e so per certo che mai ci pentiremo della scelta di mollare tutto e partire.

Il mondo è troppo bello, troppo grande, e la vita troppo corta e preziosa per non osare, per non cercare di farne qualcosa che vorrai ricordare. E si, è vero, abbiamo osato, non siamo ricchi ne abbiamo un piano B sicuro ad attenderci, ma abbiamo la fiducia di farcela e la speranza che alla fine di tutto questo troveremo un modo di vivere più adatto a noi rispetto a quello che ci siamo lasciati alle spalle. 

Nel frattempo stiamo vivendo, vivendo nel senso più pieno del termine, ed è veramente una sensazione bellissima. 

E’ con questo bagaglio di emozioni, pensieri e ricordi che ci imbarchiamo sul volo da Cebu che in 36 ore, dopo uno stop a Seoul ed uno a Toronto, ci porterà a Città del Messico, pronti per dare il via alla seconda parte del nostro viaggio attraverso il Centro e Sud America.

Il viaggio sarà lungo e stancante, complice anche una buona mezz’ora di paura ‘grazie’ alle fortissime turbolenze sull’ultimo tratto di volo , ma ci regalerà anche un bonus inatteso. Atterrati a Seoul con una decina di ore a disposizione prima del prossimo imbarco, scopriamo grazie ad un volantino che l’aeroporto mette a disposizione dei passeggeri in scalo alcuni tour gratuiti della città, suddivisi per tematiche di interesse e tempo a disposizione. 

Passiamo quindi la dogana (visto gratuito per 90 giorni) e, trovato il desktop di “Free Transit Tour”, scegliamo di partecipare ad un breve tour di un’ora ad un vicino tempio più al tour di 5 ore che ci permetterà di visitare il Palazzo Gyengbokgung e il quartiere di Insa-dong. Il tutto per la simbolica cifra di 10 dollari che include l’ingresso al palazzo e un pranzo veloce, oltre alla guida ed al trasporto gratuito da e per l’areoporto. Rimaniamo veramente impressionati dall’accoglienza ricevuta, è bellissimo avere la possibilità di approfittare di queste ore altrimenti “morte” per gustarci una piccola fetta di questa città viva in cui i grattacieli si fondono con i templi ed i palazzi imperiali. Questa modernità con un occhio al passato si sintetizza nel mare di coreani di tutte le età che visitano il palazzo vestiti da testa ai piedi in abiti tradizionali pronti a scattarsi foto a non finire da caricare istantaneamente sui socal.

Le ore di scalo corrono veloci grazie a questo regalo inaspettato e la sera decolliamo destinazione Toronto. L’orologio mentre noi voliamo scorre all’indietro di ben 13 ore, ed è così che quando atterriamo a Città del Messico nonostante le 36 ore di volo atterriamo nello stesso giorno in cui siamo partiti. In pratica abbiamo viaggiato nel tempo, arrivando tra l’altro a compiere un primo personale “giro del mondo”, arrivando in Messico viaggiando verso est mentre anni fa ci siamo arrivati viaggiando verso ovest.

Sono le primissime ore della notte e l’aria fresca di Città del Messico ci accoglie. Finalmente siamo qui, in America Latina, la terra che vorremmo conoscere in ogni suo angolo e che speriamo sia così generosa da farci vivere almeno altrettanti mesi di fantastiche avventure e, chissà, magari da farci trovare un nostro piccolo angolo di paradiso che in un futuro non troppo lontano vorremo chiamare casa.

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