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IL PACIFICO MESSICANO: LA BUENA ONDA DI PUERTO ESCONDIDO

Dopo il Chiapas è la volta dello stato di Oaxaca, una terra ricca di bellezze, di sapori, di antiche tradizioni che si fondono con un’atmosfera rilassata ed allo stesso tempo festosa. La capitale è Oaxaca de Juarez, che è nella nostra lista delle mete imperdibili qui in Messico, ma prima vogliamo esplorarne la costa per rilassarci alcuni giorni in riva al mare, ecco così che arriviamo a Puerto Escondido, un ex paesino di pescatori trasformatosi in meta turistica grazie ad un dono speciale di madre Natura: grandi, tonde e schiumose onde che si infrangono senza sosta lungo un litorale di kilometriche spiagge dorate. 

Zicatela, la lunga spiaggia che si estende tra il centro di Puerto Escondido e La Punta, è diventata una delle mete più rinomate per il surf a livello mondiale.
Dopo Siargao, che ha fatto scoprire a Joh la passiamo per il surf, non potevamo esimerci dal passare qui almeno qualche giorno.
Arriviamo di mattina dopo un’infinita attraversata notturna da San Cristobal de Las Casas, il cielo si porta ancora dietro qualche traccia di pioggia ma quanto meno non patiamo più il freddo e la brezza che arriva dal mare ci riempie immediatamente di endorfine.

Arriviamo alla casa che abbiamo affittato su Airbnb dove ci aspetta una splendida stanza con balcone, affacciato su una distesa di palme e da cui si vede l’azzurro del mare. Già ci piace.
Usciamo, pronti per l’esplorazione della spiaggia, e veniamo catapultati nell’atmosfera oceanica: la distesa infinita di sabbia si fonde con le gocce d’acqua sollevate dalle onde che si infrangono sul bagnasciuga, coccolandoci con il loro rumore ipnotico.
La spiaggia è talmente lunga che le poche persone che prendono il sole non ne intaccano l’atmosfera selvaggia. Nessuno fa il bagno, ma  guardando le onde che ruggiscono faccio fatica anche a pensare come i surfisti possano avventurarsi in mare! Bisogna infatti considerare che Zicatela è considerato uno dei punti per surfare più impegnativi e pericolosi del globo, che viene affrontato solo da professioni. Ci sono naturalmente anche zone più a portata di principiante, e Joh non vede l’ora di cimentarcisi.

Per caso scopriamo che il nostro padrone di casa è anche un’astro nascente del surf nonché professore in una delle tante scuole locali, è così che la mattina dopo Joh parte con la sua avventura sulle onde del Pacifico. La scuola è Oasis, a pochi passi da quella che diventerà la nostra spiaggia del cuore, Carrizalillo. Per raggiungerla bisogna scendere una ripida scalinata, ma la fatica viene compensata da una baietta a mezzaluna quasi perfetta, circondata da palme e bagnata da onde abbastanza grandi da essere divertenti ma non tanto da essere pericolose.
Qui, dopo la prima lezione di un sempre più entusiasta Joh, iniziamo a conoscere il gruppetto multietnico che gira attorno alla scuola: la canadese Cecilia, la russa Yulia, l’inglese Kate, la vietnamita Liu e la tedesca Melany. Un gruppo di donne stupende, in viaggio da sole per vacanza o per la vita, tutte surfiste più o meno alle prime armi ma super in gamba, quasi mi sento in colpa a fare la spettatrice! Ma so che mi ci vorrebbe ben più di qualche lezione per riuscire a tirarmi in piedi e quindi mi ci cimenterò solo e se potrà diventare un’attività costante, alias, se vivrò vicino a un mare ondoso. Mai dire, magari proprio da queste parti?
Passano i giorni e Puerto Escondido ci calza proprio a pennello.

Sarà che per la prima volta dopo un pò di tempo abbiamo una casa, una cucina, una nostra piccola routine, un piccolo gruppo di persone che in poco tempo diventano una nuova tribù, a cui si è aggiunto Andrea, l’amico conosciuto alle Filippine e che per un pò viaggerà di nuovo con noi. Ci rendiamo conto che questa pausa felice è proprio quello di cui avevamo bisogno. L’ultimo mese è stato una bella corsa, da quando siamo arrivati in Messico non ci siamo mai fermati più di tre notti nello stesso posto e complici anche gli spostamenti impegnativi siamo un pò stanchi.
E’ facile quindi fare sì che i quattro giorni previsti qui diventino 6, e poi 8, e poi 10.

Dopo alcune notti cambiamo casa e se anche da una parte ci spiace lasciare camera più bella in cui siamo mai stati meno ci spiace lasciare i nostri coinquilini….una simpaticissima famigliola di taratole che aveva preso la sala da pranzo per il loro ritrovo notturno. Da brava aracnofobica sono sopravvissuta solo grazie alla camera sigillata a regola d’arte e al coraggio di Joh che ogni sera “bonificava” la casa. Beh temevo questo incontro ravvicinato dal mio primo viaggio ai tropici, fin’ora era andata fin troppo bene!
Ci spostiamo in una bella villetta a pochi passi dall’amata Carrizalillo, in una zona che ci starà ancora più a genio. Un piccolo quartierino con casette nuove, alcuni ristorantini e una piccola ma fornitissima tiendita dove troviamo anche pasta Barilla più sughi e vini italiani, cosa che dopo quasi 7 mesi di assenza dall’Italia, via assicuro che è come la manna dal cielo! Il tutto a 5 minuti dalle più belle spiagge del paese. La già citata Carrizalillo, la selvaggia e semi deserta Playa Coral e ancora le più frequentate ma anche meno ondose Playa Manzanillo e Angelito.
E’ vero, i Caraibi, come anche le spiagge del sud-sta asiatico, hanno delle sfumature di azzurro che qui non ci si può aspettare di trovare, ma il fascino del Pacifico messicano ci ha decisamente travolti, è un fascino più selvaggio, che sa di sale e di vento, meno “perfetto” ma non per questo meno potente.

Qui è un posto, l’unico dopo Siargao, in cui potremmo vederci tranquillamente a vivere stabilmente, quanto meno per un periodo. C’è il mix perfetto di atmosfera locale e moderato turismo internazionale,  clima quasi sempre caldo e soleggiato, vita costante grazie al surf, i servizi e la vita necessaria da non rendere un posto morte civile pur in un atmosfera ancora più da pueblo che da città. Ci sto bene, ci stiamo bene, pensiamo anche di provare a trovarci un lavoretto e restare per un pò ma decidiamo che abbiamo ancora voglia di scoprire il mondo, d’altra parte il Messico è solo la prima tappa del tanto desiderato itinerario centro-sud americano quindi non possiamo fermarci qui, almeno non per ora!

Ci accontentiamo di questi 10 giorni, in cui oltre a goderci il mare, il surf e la buona compagnia facciamo poco altro. Avevamo pensato di andare un giorno a Chachaua, uno a Mazunte, uno a Zipolite….ma dopo esserci spinti per un giro fino alla sonnacchiosa Mazunte e aver deciso che stavamo meglio a Puerto Escondido, non ci muoviamo più se non per percorrere i 5 km che separano Carrizalillo da La Punta, la zona un pò più “tourist oriented” di Puerto, anche se qui si tratta sempre di un turismo easy fatto di cabañas, ristoranti sulla spiaggia e tavole da surf ovunque.

A La Punta, proprio nell’angolo più sud della spiaggia di Zicatela, è dove i surfisti che iniziano a prendere confidenza con le onde puntano ad arrivare. Joh, alla sue settima mattina di lezioni, ha qui il suo battesimo e dice che il momento in cui è riuscito a cavalcare una di quelle onde maestose, con i professionisti che facevano capriole a pochi metri da lui, è stato ad ora uno dei momenti più emozionanti del viaggio. E pensare che nemmeno dieci giorni prima, quando abbiamo messo piede la prima volta su questa spiaggia, ci sembrava impensabile persino fare un bagno: queste onde mettono soggezione, sono onde da ginocchia di gelatina, di quelle che vedi nei film…ma in men che non si dica ecco Joh che si trova a far scivolare la tavola su uno di questi purosangue del mare, cavalcandola come se fosse la cosa più naturale del mondo. Dicono che il surf diventi una droga e uno stile di vita e credo proprio che se dovessimo davvero fermarci a vivere in un posto del genere Joh farebbe presto a farne una nuova/buona ossessione. 

Dopo il surf davanti alle Cabañas Buena Onda si arma all’ora del tramonto un’agguerrita sfida a beach volley a cui può partecipare chiunque voglia, lasciando gli altri a godersi il tramonto in compagnia di una buona birra fresca.
La perfezione: se non è questo, allora cos’è?
E’ facile innamorarsi di Puerto Escondido con la sua “buena onda”, il suo spirito rilassato ma allo stesso tempo carico di un’atmosfera gioiosa, serena, in cui dimenticarsi per un pò delle fatiche e delle piccole grandi privazioni di un lungo viaggio, che pur meraviglioso a volte ti lascia un pò spossato, con un pò di voglia di “casa” e di piccole buone abitudini come quelle che ci sta regalando Puerto.

Ripartiamo dopo 10 giorni, non del tutto convinti ma con il desiderio di riprendere il viaggio verso sud. Iniziamo ad avere voglia di nuovi paesaggi, di nuovi stimoli, di nuovi sapori.
Il Messico ci piace, è un dato di fatto, e probabilmente non sarà la nostra ultima volta qui, ma la fame di nuovo si fa sentire ed è così che decidiamo che è il momento di comprare un nuovo volo, destinazione Guatemala.
Ma prima di questo ci aspettano le ultime due tappe, e che tappe! Oaxaca de Juarez, città che insieme a San Miguel de Allende nella top 3 delle più belle città del Messico, e Puebla, con il suo centro storico Patrimonio UNESCO circondato da vulcani e pueblos magicos.

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